J&J, nuovi dati di efficacia di Xarelto nelle arteriopatie periferiche

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In occasione della 67a Sessione Scientifica Annuale dell’American College of Cardiology, J&J ha annunciato i risultati di un nuovo studio che dimostra come, rispetto alla sola aspirina, Xarelto riduca del 43% l’incidenza dei problemi più gravi agli arti nei pazienti con arteriopatie periferiche (PAD) e diminuisca le amputazioni, le ospedalizzazioni e la mortalità. La PAD può portare a ostruzione delle arterie delle gambe e dei piedi, riducendo gravemente il flusso sanguigno. Ma i nuovi dati rafforzano i potenziali benefici di Xarelto in questo gruppo di pazienti “e possono offrire ulteriori informazioni su come i medici gestiranno i malati di PAD in futuro”, ha detto in una nota Peter DiBattiste, responsabile dello sviluppo cardiovascolare globale di Janssen.I risultati riguardano una nuova analisi del trial Compass del colosso farmaceutico. Lo scorso agosto, infatti, lo studio ha dimostrato che l’associazione Xarelto-aspirina potrebbe essere più efficace  dell’aspirina da sola nel ridurre le probabilità di eventi cardiovascolari in pazienti con PAD e/o malattia coronarica (CAD). Introdurre Xarelto in associazione ha ridotto del 24% il rischio combinato di morte, ictus e infarto. Ora, la pharma del New Jersey sta aspettando l’ok della FDA che potrebbe valere negli Stati Uniti, secondo gli analisti, un incasso annuale di 1,5 miliardi di dollari. Secondo Joaquín Duato, presidente del settore farmaceutico di J&J, sono da 6 a 7 milioni i potenziali consumatori di Xarelto. Se questo accadesse, Xarelto sarebbe il primo della sua classe di farmaci anticoagulanti.

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