I risultati positivi, provenienti da 3 studi clinici di fase III, fanno avvicinare Eli Lilly al raggiungimento del suo obiettivo per il lancio di galcanezumab, l’inibitore in grado di combattere le emicranie ricorrenti e croniche. L’azienda ha reso pubblici i dati in occasione del congresso annuale (svoltosi a Boston) dell’AHS, società scientifica dedicata allo studio delle emicranie negli Stati Uniti. Gli studi – EVOLVE-1, EVOLVE-2 e REGAIN – hanno messo a confronto pazienti trattati con placebo e con l’inibitore anti-CGRP. I risultati hanno mostrato che per il 70% dei casi si è raggiunta una riduzione del 50% dei casi di emicrania ricorrenti durante una giornata. Dati che, secondo quando dichiarato in un comunicato stampa da parte della multinazionale per voce del suo CEO “rappresentano una svolta per questi pazienti che possono tornare a condurre una vita normale” A livello di competitor sono presenti sul mercato anche Amgen e Novartis con due prodotti simili già presentati all’FDA per approvazione. Un’azione che è nei piani di Eli Lilly e che a breve – 2018 – sarà anche nei progetti di Teva. Lilly sta cercando grazie a questi studi di differenziare il suo prodotto in termini di indicazioni. Intanto, strategicamente, ha deciso di espandere il suo business acquisendo CoLucid, leader nella produzione del farmaco Lasmiditan, un recettore 5-HT 1F che si assume per via orale e che contrasta gli attacchi acuti di emicrania, per il quale si attende un’approvazione nel 2018 Negli Stati Uniti e nei principali paesi europei, tra cui anche l’Italia, l’emicrania rappresenta una fetta importante del mercato pharma con un valore stimato attorno ai 3 miliardi di dollari nel 2015 e con una previsione di crescita al 2025 pari a 10 miliardi.
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