In attesa di conoscere chi la spunterà tra le varie Big Pharma e Big Biotech interessate all’acquisizione di Medivation, si inizia già a pensare a cosa accadrà dopo. A fare previsioni sono gli analisti di Credit Suisse, che si concentrano su accordi di M&A di piccolo-medio valore (25 miliardi di dollari).
Ad esporsi in modo particolare è l’analista Vamil Divan che, in una nota ai suoi clienti, spiega come “molte grandi aziende avranno necessità di rinforzare le loro prospettive di crescita”. A destare grande interesse – secondo l’esperto – potrebbe essere Incyte, azienda capitalizzata da 14,7 miliardi di dollari, titolare del farmaco Jakafi contro la mielofibrosi e anche dell’inibitore Epacadostat, attualmente in studio per terapie immuno-oncologiche in combinazione con Keytruda (MSD).
Alexion sembra invece essere la risposta per le aziende desiderose di investire, ma con poca disponibilità di cassa. La piccola azienda del Connecticut vale 27 miliardi di dollari ed è proprietaria dell’antitumorale Soliris e di altri tre farmaci approvati per il trattamento delle malattie rare.
Sul fronte delle patologie rare, si parla sempre di BioMarine quotata a 13,3 miliardi di dollari. Sul gruppo avrebbe messo gli occhi Sanofi come piano B qualora non dovesse essere la Big Pharma francese a spuntarla nell’accordo su Medivation. Se questo scenario si dovesse verificare anche, Novartis, Pfizer, AstraZeneca, Amgen e Gilead dovranno scoprire le carte sui prossimi obiettivi.
Secondo gli analisti, altri accordi potenziali potrebbero riguardare piccole realtà da acquistare, tra cui anche Alder Therapeutics, Coherus Biosciences, Intercept Pharmaceuticals, Ultragenyx e Seattle Genetics.